Dichiarazione Finale, "Future of Afghanistan, A Comparative Constitutional Analysis"
Il 28 e 29 ottobre 2022, con gli auspici dell’Università di Bologna e dell’Ambasciata della Repubblica islamica dell’Afghanistan in Roma, si sono riuniti studiosi afghani e italiani, per discutere insieme del futuro dell’Afghanistan, partendo dall’analisi comparata del quadro giuridico e costituzionale del Paese. Ogni relatore ha portato la propria personale chiave di lettura in merito alle ragioni che hanno contribuito alla crisi del sistema, con la conseguenza presa di potere dei talebani.
In prospettiva futura e costruttiva, è stato ribadito il ruolo centrale della Costituzione per lo sviluppo di un Afghanistan fondato sui valori dell’eguaglianza e non discriminazione, della rappresentanza popolare, del rispetto reciproco, della giustizia e pace, della valorizzazione delle identità locali all’interno dell’unità dello Stato.
Alcune raccomandazioni sono emerse come auspicabili riforme della forma di Stato e di governo, in grado di rafforzare la Costituzione in senso democratico e inclusivo:
1) il decentramento del potere, sia nella forma di governo, ossia nel senso di una piena realizzazione della separazione dei poteri e di effettivi checks and balances, attraverso una diminuzione dei poteri dell’Esecutivo, il rafforzamento della funzione di indirizzo e controllo del Parlamento e dell’indipendenza del giudiziario; sia nella forma di Stato, ossia verso la distribuzione territoriale del potere agli organi rappresentativi regionali e locali;
2) la valorizzazione del principio rappresentativo, attraverso istituti di garanzia della partecipazione popolare e democratica alla definizione delle politiche di sviluppo del Paese;
3) la piena attuazione e garanzia del principio di eguaglianza formale e sostanziale, senza discriminazioni di genere, etnia, lingua e religione, attraverso la valorizzazione del principio plurinazionale, dell’unità nella diversità, nel rispetto di tutte le identità individuali e collettive che costituiscono il grande popolo afghano;
4) alla luce di tale presupposto, l’istituzione di forme di giustizia transizionale, affinché si possa accertare la verità storica sulle ingiustizie e i crimini dei regimi del passato, per la pacificazione interetnica e interreligiosa, condizione fondamentale per una società che guarda al futuro, pur ricordandosi del proprio passato;
5) valorizzazione del ruolo della donna in una società aperta e inclusiva, che riconosce il potere emancipatorio dell’educazione delle proprie bambine e dei propri bambini, delle e degli adoloscenti e giovani.
Questo manifesto è il legato che la comunità di studiosi riunitasi a Forlì e a Roma in questi due giorni vuole simbolicamente trasmettere alle Afghane e agli Afghani in tutto il mondo, che insieme vogliono costruire un futuro migliore per il loro Paese.
Tuttavia, in considerazione del proprio ruolo diplomatico, l’Ambasciata e missione della Repubblica dell’Afghanistan a Roma ribadisce che le posizioni espresse dagli eminenti studiosi partecipanti non rappresentano le posizioni dell’Ambasciata.
L’Ambasciata ribadisce fermamente che nonostante le sfide costituite dall’implementazione del sistema costituzionale in Afghanistan, le costituzioni del 1968 e del 2004 sono state tra le più democratiche ed efficienti nella regione.
Negli ultimi due decenni, con l’aiuto della comunità internazionale, il Governo ha raggiunto importanti risultati nell’attuazione della rule of law, creando in tal modo le condizioni per una vita di libertà nel paese, formando Governi inclusivi, difendendo la libertà di espressione, garantendo alle ragazze e alle donne, così come alle minoranze etniche, i loro diritti, appoggiando lo sviluppo della società civile, creando un giudiziario indipendente per tutelare la giustizia e l’eguaglianza, e molti altri innegabili risultati.
Perciò, pensiamo che questa conferenza, organizzata con l’aiuto dell’Università di Bologna e che ha portato eminenti studiosi italiani e stranieri, attivisti, esperti, parlamentari, militari e personale delle forze di sicurezza, diplomatici, ecc., a riflettere sull’importanza della Costituzione e degli strumenti di garanzia dei diritti ivi proclamati, possa rappresentare un importante contributo per la continuazione del dialogo infra-Afghano sulla pace, attraverso il quale i diritti dei cittadini afghani, specialmente delle donne, giovani e minoranze vengano pienamente protetti, e un Governo costituzionale eletto possa finalmente stabilirsi in Afghanistan.
